Note e semitoni
Guardare una tastiera di pianoforte per la prima volta può dare l’impressione di trovarsi davanti a un muro sconfinato di tasti bianchi e neri che si estende in entrambe le direzioni. Ecco il segreto rassicurante: in tutto il sistema esistono solo 12 note diverse. La tastiera non fa altro che ripetere lo stesso schema di 12 tasti, più in alto o più in basso. Impara quello schema e avrai imparato l’intero strumento.
Le 12 note
Partendo dal Do e salendo tasto dopo tasto, le 12 note sono: Do, Do♯, Re, Re♯, Mi, Fa, Fa♯, Sol, Sol♯, La, La♯, Si — e poi di nuovo Do, un’ottava più in alto. Ognuno di questi 12 passaggi si chiama semitono ed è la distanza più piccola tra due note in questo sistema. Un tono è semplicemente la somma di due semitoni: da Do a Re c’è un tono, mentre da Do a Do♯ c’è un semitono.
Alcune di queste note hanno due nomi. Do♯ è esattamente lo stesso tasto di Re♭: il diesis (♯) significa “un semitono più in alto”, il bemolle (♭) significa “un semitono più in basso”, quindi Do♯ e Re♭ descrivono la stessa identica altezza da due direzioni diverse. Quale nome usare dipende dal contesto, ma ai fini del conteggio sono identici.
Leggere la mappa della tastiera
Non devi memorizzare 12 posizioni arbitrarie: i tasti neri ti offrono una mappa già pronta. I tasti neri sono sempre raggruppati a due, poi a tre, e questo schema si ripete lungo tutta la tastiera. Il Do è sempre il tasto bianco immediatamente a sinistra di un gruppo di due tasti neri. Il Fa è sempre il tasto bianco immediatamente a sinistra di un gruppo di tre. Una volta individuati questi due punti di riferimento, ogni altra nota è a pochissimi passi di distanza.
L’ottava è il punto in cui lo schema ricomincia: 12 semitoni sopra una nota qualsiasi ti riportano a una nota con lo stesso nome, solo più acuta. È per questo che al sistema bastano 12 nomi invece di un elenco infinito: Do4, Do5 e Do6 sono tutti “Do”, solo in ottave diverse.
Perché contare con precisione è importante
Viene la tentazione di stimare a occhio le distanze sulla tastiera, ma la teoria musicale si fonda su conteggi esatti di semitoni, non approssimativi. Una distanza sbagliata anche di un solo semitono è un intervallo completamente diverso, e più avanti vedrai che un singolo semitono è tutta la differenza tra un accordo dal suono allegro e uno dal suono triste. Allenare occhio e orecchio a contare con precisione fin da ora ripaga nel momento stesso in cui inizierai a sovrapporre le note per costruire accordi.
Errori comuni da evitare
- Saltare i tasti neri mentre si conta. Ogni tasto — nero o bianco — vale un semitono. Da Do a Re ci sono 2 semitoni, non 1, perché in mezzo c’è il Do♯.
- Considerare Do♯ e Re♭ come note diverse. Sono lo stesso tasto. La differenza di scrittura conta più avanti, quando leggerai la partitura, non adesso che stai misurando le distanze.
- Dimenticare che l’ottava si ripete. Se continui a contare oltre il Si, ritorni al Do: i nomi delle note girano in cerchio, non si esauriscono mai.
Ora suona
L’esercizio qui sotto ti chiede di costruire accordi maggiori, che non hai ancora studiato del tutto: è voluto. Un accordo maggiore si costruisce contando 4 semitoni e poi altri 3, salendo da una nota fondamentale. Usa questo turno puramente come esercizio di conteggio: individua la fondamentale, sali di 4 tasti (ricordando che ogni tasto conta, nero o bianco) e poi sali di altri 3. Nella prossima lezione scoprirai perché questa ricetta specifica suona così com’è; per ora concentrati sull’arrivare ogni volta esattamente sul tasto giusto.